Il Quattrocento a Camerino Luce e prospettiva nel cuore della Marca Camerino, 19 luglio – 17 novembre 2002 Un laboratorio tanto misterioso quanto seducente del primo Rinascimento rivive, attraverso le sue opere più rappresentative, con la mostra Il Quattrocento a Camerino. Luce e prospettiva nel cuore della Marca, in programma nella città marchigiana dal 19 luglio al 17 novembre. È un’occasione straordinaria per conoscere quella che Federico Zeri considerava “la più notevole scuola pittorica delle Marche” e scoprire la ricchezza artistica del territorio. Della produzione figurativa fiorita a Camerino fra Tre e Quattrocento, che tanto aveva affascinato Bernard Berenson e Roberto Longhi, la rassegna offre la più ampia antologia con un centinaio di opere e tutti i maggiori artisti, da Carlo da Camerino a Giovanni Angelo di Antonio, e con i maestri di passaggio, da Luca Signorelli a Carlo Crivelli. Per il livello delle opere raccolte e per il valore dei prestiti concessi da musei italiani e stranieri, la mostra rappresenta non solo un importante appuntamento culturale ma anche un avvenimento storico. Tornano infatti per la prima volta alcuni di quelli che Zeri indicava come “i relitti del grande naufragio”, i capolavori che furono sottratti alla città prima dalle depredazioni napoleoniche e poi da collezionisti e mercanti. Punto di arrivo di un progetto triennale di ricerca e di studi, promosso dal Comune, la mostra si svolge a cinquecento anni esatti dall’episodio che segnò la fine della stagione civile che aveva reso possibile quella fioritura artistica. Nel 1502, per ordine di Cesare Borgia, veniva strangolato con laccio di seta Giulio Cesare da Varano, signore di Camerino, e con lui quasi tutti i maschi della famiglia. Si concludeva con quella strage la parabola di una dinastia colta e ambiziosa e si spegneva per sempre la voce di una scuola figurativa che aveva saputo accogliere e rielaborare con accenti propri le novità che maturavano nei grandi centri nel corso del Quattrocento, “un’epoca – scrive il professor Andrea de Marchi, curatore della mostra – che vide i camerinesi protagonisti nell’adesione ad un linguaggio prospettico e lucente, ma capace di toccare le corde di un’emotività profonda, ora aspra ora tenera e struggente”. La mostra ripercorre l’intera vicenda di questa scuola pittorica. Si parte con le eleganze tardo-gotiche di artisti estrosi come Carlo da Camerino e Arcangelo di Cola, per passare subito, con una suggestiva sequenza di tavole della Crocifissione, ai primi segni della lezione rinascimentale che a Camerino si sviluppa sotto la luce di Piero della Francesca e di Mantegna. Si arriva così alla folgorante pittura di Giovanni Angelo di Antonio, la cui identità, per vari indizi e sulla scorta di recentissimi studi, insidia una gran parte delle opere tradizionalmente riconosciute a un altro protagonista della scuola camerinese, Girolamo di Giovanni. Nel catalogo di Giovanni Angelo di Antonio, artista al quale Zeri dedicò nel 1961 il suo celebre saggio “Due dipinti, la filologia e un nome”, figurano alcuni fra i capolavori più noti della pittura di Camerino, come l’Annunciazione della Pinacoteca cittadina. Il suo ‘alter ego’ e socio in varie imprese è Girolamo di Giovanni, documentato alla metà del secolo nella Padova di Donatello e del giovane Mantegna. Ma prima di Girolamo a Padova era giunto Giovanni Boccati, altra figura di spicco della scuola di Camerino, presente in mostra con le sue opere maggiori, tra cui la Crocifissione di Esztergom e l’Adorazione dei magi di Helsinki. Verso la fine del ‘400 la scuola di Camerino aveva esaurito il suo ciclo; di conseguenza la rassegna si conclude con una serie di opere dipinte per le chiese della città da maestri di passaggio. Tra queste, due grandi ritorni: da Avignone l’Ascensione di Niccolò Alunno, da Brera la Madonna della Candeletta di Carlo Crivelli, opera celeberrima rimasta sull’altare maggiore del duomo di Camerino dal 1491 fino alla sottrazione napoleonica del 1811. Attorno ai quadri trova posto nella mostra una vasta produzione artistica in cui si distinguono un gruppo di sculture lignee con Madonne, Crocifissi e Santi e una superba sequenza di croci astili. La mostra ha sede nel complesso conventuale di San Domenico, ma nel percorso di visita sono comprese le architetture dello splendore varanesco, dal Tempio della SS. Annunziata, appena restaurato e che viene riaperto al pubblico nell’occasione, al quadriportico di Baccio Pontelli nel Palazzo Ducale, dove si può ammirare una sala interamente affrescata da Girolamo di Giovanni che racconta la vita di corte, un raro ciclo di pittura profana, di recente restaurato e studiato. La mostra prosegue nel territorio con itinerari selezionati tra rocche, castelli e chiese dove si conservano opere importanti, come i numerosi affreschi che decorano il Santuario di Santa Maria delle Macchie e lo spettacolare polittico di Boccati a Belforte sul Chienti. La mostra è sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Promotori: Comune, Regione Marche, Provincia di Macerata, Soprintendenza per le Marche, Arcidiocesi Camerino – San Severino Marche, Università degli Studi con il contributo della Banca delle Marche e della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata Catalogo: Federico Motta Editore Itinerari turistici Il percorso di valorizzazione della produzione artistica del Quattrocento a Camerino, prosegue nel territorio con un invito a scoprirne la ricchezza artistica e la bellezza del paesaggio tra rocche, castelli e chiese che conservano tavole ed affreschi preziosi. Gli itinerari, della durata di 3 ore ca., si svolgono settimanalmente nei giorni di giovedì pomeriggio e sabato mattina, e includono: - trasporto (pulmino con aria condizionata) ; - servizio di guida turistica; - degustazione di prodotti tipici locali in luoghi suggestivi lungo il percorso. Il costo dell’escursione è fissato in € 20,00 Coloro che volessero visitare anche la mostra potranno usufruire di un biglietto ulteriormente scontato (€ 4,00) con validità di tre giorni. La partecipazione all’itinerario è subordinata alla prenotazione, da effettuarsi entro 24 ore della partenza. L’escursione verrà realizzata in presenza di almeno 15 partecipanti. Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi a: Consorzio La Marca, tel. 0733 232218; fax 0733 236999, e-mail: consorziolamarca@virgilio.it Gli itinerari si svilupperanno seguendo le vallate dei fiumi Chienti e Potenza, toccando i seguenti luoghi: I itinerario: (25 luglio; 01-08-15-22-29 agosto; 5-12-19-26 settembre) Ritrovo: ore 15,45 – Convento San Domenico Capolapiaggia di Camerino, Parrocchia, Madonna della Misericordia scultura lignea Arnano di Camerino, Chiesa di San Cristoforo, ciclo di affreschi del Maestro di Arnano Gagliole, Santuario di Santa Maria delle Macchie, affreschi di Girolamo di Giovanni e della scuola camerinese Castel Santa Maria di Castelraimondo, Chiesa dell’Assunta, Incoronazione di Maria Vergine tempera su tavola di Giovanni Boccati Degustazione di prodotti tipici presso il monastero del Santuario di Santa Maria delle Macchie. II itinerario: (20-27 luglio; 3-10-17-24-31 agosto; 7-14-21-28 settembre) Ritrovo: ore 9,45 - Convento San Domenico Sentino di Camerino, chiesa di San Nicolò, Crocifissione, Madonna col Bambino affreschi di scuola camerinese Colle Altino di Camerino, chiesa di Santa Maria del Rosario, Crocifissione e Assunzione affreschi di scuola camerinese San Maroto di Pievebovigliana, chiesa romanica di San Giusto con affreschi di scuola camerinese Belforte del Chienti, chiesa di Sant’Eustachio, Polittico di Giovanni Boccati Degustazione di prodotti tipici presso la Rocca Varano. Gli itinerari potranno subire variazioni in relazione alle esigenze di culto o allo stato dei lavori di restauro dei luoghi.
|