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LA FORZA DEL BELLO
L'arte greca conquista l'italia

Comunicato Stampa
Palazzo Te
Indirizzo: Viale Te, 19 - 46100 Mantova,  Italia
Telefono: +39 0376369198
Fax: +39 0376220943
Url: www.centropalazzote.it
Mail: segreteria@centropalazzote.it
Dal 29/3/2008 al 6/7/2008
Orari: 9.00-19.00
 

Posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, la mostra, che apre il 29

marzo, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i Beni

Archeologici, dal Comune di Mantova, dal Museo Civico di Palazzo Te e dalla Regione Siciliana,

sostenuta dalla Regione Lombardia Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della

Lombardia, dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana e dalla Camera di Commercio, Industria,

Artigianato e Agricoltura di Mantova, organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e Cultura di

Palazzo Te, con il contributo di Banca Agricola Mantovana e Eni.

L’esposizione, che si avvale dell’allestimento di Andrea Mandara, si propone di illustrare

narrativamente, con una scelta di oltre cento opere di straordinario impatto visivo, provenienti

da tutto il mondo ed esposte per la prima volta contemporaneamente nelle Sale di Palazzo Te

e nelle Fruttiere, la storia della presenza dell’arte greca sul territorio italiano, di centrale importanza
nella millenaria vicenda di contatti e scambi che forma la trama delle culture artistiche del
Mediterraneo. Pur non essendo questa una vicenda lineare, si sono individuate tre fasi successive

e ben caratterizzate, corrispondenti, ciascuna, a una sezione della mostra. Si propone così un
racconto storico attraverso opere di altissima qualità estetica.

Nella prima fase (VII-II sec. a.C.) l’arte prodotta nelle città greche dell’Italia meridionale e della
Sicilia s’intreccia con quella prodotta in Grecia e importata non solo dai Greci d’Italia, ma anche

da altri popoli della Penisola, specialmente gli Etruschi, che ne sono conquistati e prendono a

imitarla. Fra le culture durevolmente sedotte dall’arte greca spicca quella di Roma, cui è dedicata

la seconda parte dell’esposizione (III sec. a.C. - IV sec. d.C.). I Romani non solo saccheggiano e

raccolgono opere d’arte greca, ma attraggono artisti greci a lavorare per loro in Italia, e delle

opere più celebrate vogliono copie “in serie”, a ornare case, palestre e giardini. Questa
“moltiplicazione” dell’arte greca e l’eco duratura che essa lascia nelle opere degli scrittori romani,

ne ha assicurato la fama e ha costruito le premesse per la sua ricerca e riscoperta

dal Medio Evo all’Ottocento, tema della terza parte della mostra. A un’idea quasi favolistica
dell’arte greca perduta si affianca, dal Quattrocento in poi, l’importazione di sculture dalla Grecia;
rinasce il collezionismo di scultura antica e, nell’assiduo tentativo di ricostruire l’antica narrazione
storica dell’arte, si impara a distinguere gli originali dalle copie, mentre dal suolo italiano spuntano
nuovi originali greci.
Questa sequenza narrativa vuole far emergere alcuni tratti costanti del gusto che ha radicato
l’arte greca nelle culture d’Italia: dall’una all’altra sezione si inseguono dunque, con la forza
potente del richiamo visivo, i grandi temi che segnano i meccanismi della ricezione. E' infatti su
questa base che nasce, dal Settecento in poi, lo studio “scientifico” dell’arte greca, partito con
l’antiquaria italiana e culminato nell’archeologia tedesca. La presenza dell’arte greca in Italia
diviene così la matrice e il lievito di un processo di riscoperta e conoscenza storica ancora in corso.


 
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