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Appuntamento in Biennale
Platea
dell’umanità tradotto in ben quattro lingue, Plateau of
Humankind, Plateau der Menschheit, Plateau del’humanité, è l’ambizioso titolo
della mostra storica che apre sulla Laguna la 49° Esposizione Internazionale d’Arte
la Biennale di Venezia che resta ancora, dopo più di un Secolo d’attività, e nonostante
la concorrenza di decine di Biennali sparse per il mondo, l’appuntamento più importante
per l’arte contemporanea. Harald
Szeemann, critico d’arte svizzero, direttore per la seconda volta consecutiva,
ha voluto offrire con queta mostra “non tanto un’idea teorica dell’arte”, come
lui stesso ha dichiarato, “ma la dimensione concreta di quanto sta accadendo nell’arte
dei nostri giorni”. Per documentare ricerche, orientamenti, tendenze, interessi,
Szeemann ha girato il mondo e gli studi degli artisti invitando a Venezia accanto
a alcuni maestri storici d’area concettuale, minimal e comportamentale, da Joseph
Beuys, a Chris Burden, Ilya e Emilia Kabakov, Marisa Merz, Richard Serra, Franz
West, molti artisti delle ultime generazioni, dalle star contese da musei e gallerie
internazionali, come gli italiani Vanessa Beecroft e Maurizio
Cattelan, gli olandesi Atelier van Lieshout e Reneke Dijkstra, gli inglesi
Richard Billingham e Georgina Starr, il canadese Stan Douglas, il tedesco Carsten
Nicolai, l’americano Paul Pfiffer, Tania Brugheira che viene da l’Avana, a altre
promesse altrettanto interessanti, anche se non ancora così affermate, come gli
italiani Alessandra Tesi, Eva Marisaldi, Francesco Vezzoli, Botto e Bruno, il
messicano Gustavo Artigas, lo svedese Lars Siltberg, la spagnola Eulalia Valdossera.
Infine non pochi sono i nomi in mostra di artisti per noi sconosciuti. Szeemann
ha inoltre attribuito un notevole rilievo all’arte d’artisti che lavorano in video
e in pellicola, con i maestri delle prime sperimentazioni video Gary Hill e Bill
Viola sono presenti in Laguna alcuni registi fra cui Atom Egoyan, Yervant Gianikian,
Chantal Akerman, Abbas Chiarostami che collaborano a opere a quattro mani con
alcuni artisti. Arti visive, cinema, danza, performances, azioni, installazioni,
l’idea guida di Szeemann, fra i padri dell’arte concettulae, autore di una mostra
storica che ha segnato un’epoca come When Attitudes become Form, del 1969,
è quella della contaminazione dei linguaggi, di un’arte processuale in continuo
divenire e in trasformazione costante, che si serve di ogni strumento disponibile.
Così dall’installazione che Cattelan ha realizzato a Palermo, la grande scritta
Hollywood
lunga 170 metri, alla clinica ginecologica galleggiante sulla laguna dell’Atelier
van Lieshout, al lavoro sulla dinamica delle folle di Paul Pfeiffer, per fare
solo tre esempi, ci troviamo di fronte a lavori che irrompono della dimensione
della vita quotidiana con una forte carica dirompente che invita alla riflessione
ma anche all’azione, in ogni caso a un’interpretazione attiva e personale dell’opera
d’arte. 141 artisti dunque, in un percorso di più di 5 chilometri che dal Padiglione
Italia ai Giardini di Castello conduce agli spazi dell’Arsenale, le Corderie,
le Artiglierie, le Gaggiadre, le Tese delle Vergini ricostruiscono la platea del
contemporaneo secondo Harald Szeeman. Accanto alla mostra storica i Padiglioni
nazionali prosentano il meglio delle ricerche in atto in questo momento in ogni
nazioni. Gran Bretagna e Germania puntano su due artisti delle ultime generazioni,
l’inglese Mark
Wallinger e il tedesco Gregor
Schneider. La Slovenia dedica l’intero spazio a progetti arte/internet
con gli hacker/artisti dal nome in codice a barre 0100101110101101.org.
L’Italia quest’anno espìorrà al Padiglione Venezia con una retrospettiva dedicata
a Alighiero
Boetti, fra le figure più interessanti e poliedriche d’arte concettuale
e dell’arte povera. Quattro infine le nazioni che da quest’anno avranno un nuovo
Padiglione: Giamaica, Nuova Zelanda, Ucraina e Singapore. Appuntamento quindi
ai giardini per iniziare il giro che, speriamo, ci illuminerà sullo stato d’avanzamento
delle ricerche artistiche contemporanee. |
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Atelier Van Lieshout
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Maurizio Cattelan
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Paul Pfeiffer
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