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Brasil in Venezia
Sono passati più di cinquecento anni da quando, nell’anno del Signore 1500, il portoghese Pedro Alvarez Cabral sbarca a Bahia. Brasile è parola che nasce ai primi del ‘500, probabilmente generata dal legname di color rosso di monopolio portoghese, il pau-brasil.
Terra forte, ricca di storia, cultura e di affascinanti contrasti, il Brasile spicca quest’anno come uno degli ospiti illustri della città di Venezia con quattro manifestazioni, a cura di Germano Celant, sponsorizzate da Brasil Connects. Questa organizzazione no profit, costituita nel 2001 e creata con l’obiettivo di preservare la foresta amazzonica, intende sostenere, conservare e promuovere il patrimonio culturale, artistico ed ecologico del Brasile.
L’idea dell’evento, ripartito in quattro sedi, è di offrire al pubblico internazionale l’immagine dell’identità multiforme del Brasile, dall’età barocca al contemporaneo. Questa manifestazione si pone come contraltare della “Mostra do Redescubrimento”, inaugurata il 23 aprile 2000 a San Paolo, una rassegna di ben quindicimila opere d’arte dal ‘500 a oggi.
Il calendario di Brasil in Venezia, questo il nome delle manifestazioni, inizia il 6 giugno con Vik Muniz e Ernesto Neto al Padiglione Brasiliano della 49° Biennale d’Arte ai Giardini e al Museo Palazzo Fortuny, dove, contemporaneamente, viene aperta anche l’esposizione Carmen Miranda e il Carnevale Brasiliano. Il 7 giugno la vernice di Immagini nere del Barocco Brasiliano, presso la Chiesa San Giacomo dall’Orio presenta questo straordinario fenomeno artistico d’importazione europea che qui ha raggiunto livelli di opulenza estetica, sia per le forme che per i materiali, che ne fanno un’esperienza unica al mondo. L’8 giugno è la volta della mostra di due dei più interessanti protagonisti delle ricerche artistiche contemporanee in Brasile: Miguel Rio Branco e Tunga, alla Fondazione Peggy Guggenheim nello storico Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande. |
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