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La riapertura di Ca’ Rezzonico

 

Una città: Venezia. Un museo: Ca' Rezzonico

Dopo oltre vent'anni anni di chiusura al pubblico, precisamente dal 1979, e con una spesa di 23 miliardi di lire, ha riaperto il 29 giugno uno dei più importanti musei della città, espressione di quel Settecento che per Venezia fu il secolo d'oro, costellato di gemme quali i due Tiepolo, i vedutisti Bellotto, Canaletto, Guardi e Marieschi, il paesaggista Marco Ricci, il pittore dal gusto naturalistico e popolare Piazzetta, la ritrattista Rosalba Carriera, il pittore di scenette borghesi e di scene di genere Pietro Longhi.
In questi ultimi anni, infatti, ancora prima dell'apertura ufficiale, il Museo ha ospitato mostre quali "Splendori del Settecento Veneziano" (1995), "Giambattista Tiepolo" (1996) e "Il mondo di Giacomo Casanova" (1998) e si è preparato ad ospitare, sul piano internazionale, esposizioni del massimo livello.
Ca' Rezzonico come Museo e come Monumento-Dimora patrizia esprime interamente il secolo dei Lumi di Venezia, ai tempi patria d'elezione dei nobili aristocratici del Grand Tour e città d'elezione di personaggi e collezionisti importanti come il console Smith o il Maresciallo Schulenburg, del collezionista Filippo Farsetti, presso il quale si formò il giovane Canova, o, ancora, di Algarotti Carlo Lodoli e Andrea Memmo, e fulcro della grande pittura, intesa come affresco, ritratto, veduta, paesaggio, capriccio e rovina.
Partiamo dalla storia del palazzo-museo: l'edificio nasce dal progetto di Baldassarre Longhena, massimo rappresentante del barocco veneziano, per incarico della famiglia Bon, a partire dal 1649. Viene quindi, dopo anni di interruzione dovuti al decadimento della stessa famiglia, completato nel 1756 da Giorgio Massari, uno degli architetti più conosciuti ed eclettici dell'epoca, il quale proseguì l'opera del Longhena, questa volta per incarico della famiglia Rezzonico, lombarda d'origine, trasferitasi a Venezia, che nel frattempo aveva acquistato il palazzo e ne aveva fatto la propria dimora. Massari rese l'edificio ancor più scenografico, con l'accorgimento del trionfale scalone d'ingresso e della splendida sala da ballo, al primo piano.
Via via l'edificio venne affrescato nella sala da ballo da Giambattista Crosato, con un soggetto rappresentante il carro di Febo e i quattro continenti, e da Pietro Visconti relativamente alle "quadrature" architettoniche, e ancora da Giambattista Tiepolo, al quale spettano, nella sala dell'Allegoria nuziale, il soffitto realizzato in occasione delle nozze di Ludovico Rezzonico e Faustina Savorgnan, con il carro di Apollo e gli sposi, e il soffitto della sala del trono con l'"Allegoria del Merito". Tiepolo ancora è l'autore di altri affreschi come "La Nobiltà e la Virtù abbattono la Perfidia" e "Trionfo di Zefiro e Flora". Altri affreschi sono di mano di Jacopo Guarana che ha dipinto il soggetto del "Trionfo delle Virtù" nella sala degli Arazzi e di Gaspare Diziani con l'"Apoteosi della Poesia" nella sala dei Pastelli.
Nel 1758 Carlo Rezzonico, vescovo di Padova, fratello cadetto di Giambattista Rezzonico, colui il quale aveva acquistato il palazzo, venne eletto papa con il nome di Clemente XIII. Questo avvenimento comportò la piena affermazione della famiglia e il momento di massimo fulgore del palazzo. Nel 1797, con il Trattato di Campoformio, Napoleone cede il Veneto all'Austria. Viene deposto l'ultimo doge di Venezia e viene proclamata la Repubblica. Così, tra varie vicissitudini, nel 1810 la famiglia si estinse.
Infine, nel 1935 Ca' Rezzonico viene acquistata, dopo vari passaggi di proprietà, dal Comune di Venezia e diviene dal 1936 sede del Museo del Settecento veneziano. L'allestimento di allora, curato da Nino Barbantini e Giulio Lorenzetti, rispettava l'idea di museo come casa patrizia, con opere, arredi, mobili, suppellettili, dipinti e affreschi del Settecento, anche se non originali del palazzo, ma provenienti da altre dimore veneziane o dal mercato antiquario.
Il restauro attuale, affidato dal Comune di Venezia all'architetto Giorgio Bellavitis, ha seguito questa impostazione, procedendo al recupero della struttura architettonica esterna e interna, di tutto l'apparato decorativo, quindi degli affreschi, degli stucchi e dei marmorini, della pavimentazione originale di tutte le opere o oggetti d'arte presenti e alla loro ricollocazione.
Il progetto è inserito in un contesto di restauri che comprende anche Casa Goldoni e Ca' Pesaro.
Gli affreschi del salone da ballo di Giambattista Crosato e di Pietro Visconti sono stati riportati allo splendore originario e, in aggiunta è stato stato quivi condotto il ciclo di affreschi di Giandomenico Tiepolo, provenienti dalla villa di Zianigo a Mirano, strappati nel 1906, compreso il celeberrimo "Mondo nuovo" del 1791 e la serie dei Pulcinella, databili tra il 1793 e il 1797.
Nel museo ancora sono visibili le opere di Francesco Guardi e di Longhi, i due capolavori giovanili del Canaletto "Veduta del rio dei Mendicanti" e "Canal Grande da Ca' Balbi verso Rialto", acquistati dal Comune di Venezia nel 1983, e, ancora, opere di Piazzetta, di A. R. Mengs, del vedutista e acquafortista L. Carlevarijs, di M. Ricci, di G. Diziani, di B. Strozzi, di F. Maffei, di J. Amigoni, dei paesaggisti arcadici G. Zais, F. Zuccarelli, di Lazzarini, del più importante ebanista del Settecento, Andrea Brustolon, dello scultore cinquecentesco Alessandro Vittoria, infine i delicati pastelli di Rosalba Carriera e gli affreschi di Antonio Guardi, provenienti dal palazzo Dabalà all'Angelo Raffaele, che costituiscono l'unica testimonianza a fresco dell'artista.
Ad ottobre del 2001 il museo verrà ulteriormente ampliato con la collezione di Egidio Martini, che consta di 300 opere, per lo più del '700, tra le quali dipinti di mano di Sebastiano Ricci e Giovanni Antonio Pellegrini, che verrà collocata al terzo e quarto piano.


Paola Cappitelli

Ca' Rezzonico Museo del Settecento veneziano
Dorsoduro 3136
30123 Venezia
tel. e fax 041.2410100
info mkt.musei@comune.venezia.it

biglietto intero lit. 13.000, ridotto 9.000, ridotto speciale 5.000, gratuito nei casi stabiliti dal museo
orario 10.00/18.00 dal 1.04 al 31.10; 10.00/17.00 dal 1.11 al 31.03
chiuso il martedì

 

Baldassarre Longhena (1598-1682) Ca’ Rezzonico, Facciata sul Canal Grande

Giorgio Massari (1686-1766) Ca’ Rezzonico, Scalone d’onore , 1753-1756

Giorgio Massari(1686-1766) Ca’ Rezzonico, Salone da ballo, 1753-1756 Apparati decorativi: Giovanni Battista Crosato (1685-1758) Apollo e le quattro parti del mondo, 1756 ca. Affresco del soffitto; Pietro Visconti Quadrature, 1756 ca.

Andrea Brustolon ( 1662-1732) Allegoria della forza ebano e cirmolo Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico

Giambattista Tiepolo (1696- 1770) Allegoria del Merito, 1758 affresco Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico

Giambattista Tiepolo (1696- 1770) Allegoria Nuziale affresco Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico

Giambattista Tiepolo (1696- 1770) La Nobiltà e la Virtù abbattono la Perfidia affresco Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico

Antonio Canal detto il Canaletto (1697-1768) Il Canal Grande da Ca’ Foscari a Rialto olio su tela Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico

Francesco Guardi (1712-1797) Il parlatorio delle monache di San Zaccaria olio su tela Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico

Rosalba Carriera (1675-1758) Ritratto di Faustina Bordoni pastello Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico

Pietro Longhi (1701-1785) Il rinoceronte olio su tela Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico

Pietro Longhi (1701-1785) Il ciarlatano olio su tela Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico

Giandomenico Tiepolo (1727 –1804) Il mondo novo Affresco strappato Venezia, Museo del Settecento Veneziano – Ca’ Rezzonico