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Si sono consumati tutti gli aggettivi per Venezia : è al tempo stesso reale e irreale – è stato detto- sembra nascere dal nulla nel punto in cui l’acqua e il cielo si incontrano e la terra è così discreta da non avere rilievo. Ed è uno stupore, quello che sa suscitare, che affonda radici lontane nel tempo, tanto che, come riporta lo storico Dietrich von Schachten, i pellegrini che vi si davano appuntamento per imbarcarsi per la Terrasanta, rimanevano stupefatti alla vista della città posta in mezzo al mare, costruita non sul monte o sul piano, ma incredibilmente solo su pali di legno, nella quale si andava in barca, di casa in casa, per ogni via.
In realtà la Serenissima non è nata dal nulla, ma secondo quanto hanno stabilito complesse ricerche archeologiche, già in epoca romana esistevano insediamenti lagunari e nello stesso modo è comunemente accettato che l’invasione longobarda del VI secolo d.C. abbia costretto le popolazioni della Venetia, territorio della Regio Augustea, a trovare rifugio nelle isolette della laguna. Certo è che i veneziani, da Cassiodoro definiti “animali strani che non arano, non seminano, non vendemmiano”, hanno dovuto adattarsi a svolgere attività del tutto differenti da quelle degli abitanti di ogni altra città al mondo, ma hanno saputo così abilmente sfruttare le caratteristiche locali da assicurare alla Repubblica di Venezia una lunga e gloriosa stagione politica e artistica che si è protratta per un millennio ( per tradizione si contano 120 dogi), e una posizione privilegiata di centro del Mediterraneo e del commercio. Ora, come ebbe modo di scrivere Byron, quei giorni sono passati, ma la bellezza abita ancora qui, così che anche nel XXI secolo una visita in Laguna rappresenta un viaggio emozionante in un mondo di sogno che, attraverso tangibili testimonianze, riporta a un passato trionfale e opulento, quando Venezia era capitale delle feste, della gioia di vivere, del teatro, dell’arte. La città ospita numerose manifestazioni, dal celebre Carnevale, rinato come recupero di antiche usanze e trasformato in un’affollatissima kermesse turistica, alla Festa della Sensa che il giorno dell’Ascensione ha come momento principale lo Sposalizio del Mare, rievocazione storica di una tradizionale cerimonia dogale, dalla Regata storica sul Canal Grande alla Festa del Redentore, dal premio letterario Il Campiello alla Mostra internazionale del Cinema.
Di risonanza internazionale è soprattutto l’Esposizione Biennale delle Arti Visive che, istituita nel 1895 e, in anni dispari, allestita all’inizio dell’estate nei Giardini Pubblici, riesce a riunire qui nei mesi di apertura artisti, collezionisti, mercanti, ma anche a far fiorire mostre ed eventi collaterali che si aggiungono a quelli, di per sé già numerosi, che regolarmente trovano spazio nei Musei veneziani. Nella grande area verde realizzata in epoca napoleonica, modificata alla metà dell’800 secondo il gusto romantico del tempo, trovano spazio i padiglioni nazionali che riflettono tendenze e orientamenti. Autorevole e prestigiosissima, per ogni paese e per ogni artista è un vanto potervi partecipare.
Vera e proprio caverna di Aladino, Venezia esercita un fascino irresistibile (ogni anno si quantificano 5 milioni di visitatori), ma non si lascia mai svelare del tutto così che, anche dopo che la si conosce e la si frequenta da anni, si può scoprire, attraverso il dedalo di calli interrotte da canali, così intricato da far perdere l’orientamento, qualche angolo inedito e suggestivo, un bassorilievo, un campiello, una casa antica.
I suoi tesori d’arte sono talmente tanti che è giocoforza limitare i luoghi da visitare per non rischiare di fare una conoscenza tanto superficiale quanto inutile. Evitando di trasformarsi in globe trotters, dopo la visita alla cosmopolita Biennale si può rimanere nelle vicinanze e approdare in Campo San Biagio, dove, in un austero edificio del ‘500 già granaio della Repubblica, trova spazio il Museo Storico Navale che con modelli, incisioni, cimeli e plastici documenta l’evoluzione della marina veneziana: di particolare interesse è il modello del Bucintoro, la galera utilizzata dal Doge nelle cerimonie ufficiali. Di qui all’Arsenale, circondato da alte mura e visibile soltanto attraverso il canale interno da cui uscivano le superbe flotte veneziane, il passo è breve e alle spalle del poderoso complesso si trova l’Isola di San Pietro, che dal secolo VIII al 1800 ospitò il potere religioso della città. E’ un angolo così appartato da far pensare che il tempo si sia fermato, dove sorgono un isolato campanile e una chiesa, più volte rifatta e ritenuta una delle più antiche della città. A quella di San Zaccaria, raggiungibile in pochi minuti, spetta invece il merito di essere una tra le più belle: eretta nel XV secolo e ultimata da Mauro Codussi, è una meravigliosa testimonianza, ricca di opere del Tintoretto e Giambattista Tiepolo, del Rinascimento veneziano. Risale invece all’inizio del XVI secolo il vicino Palazzo Querini Stampalia, i cui contenuti vennero donati nel 1869 dal conte Giovanni Querini alla città di Venezia, che ora ospita una meravigliosa Pinacoteca di XIX stanze e una Biblioteca ricca di libri e riviste. Ormai nelle adiacenze della piazza più famosa del mondo, non si può fare a meno di ammirare le varie meraviglie, anche se addentrarsi nella Basilica e visitarne l’interno, compreso il Presbiterio e il Tesoro di San Marco, costituisce un itinerario a sé.
Da non perdere, è una visita al Museo Correr, nelle cui sale sono conservati documenti, cimeli e ricordi della vita della Serenissima, così come opere del Canova, tra cui il celebre Dedalo e Icaro, che ospita anche una Pinacoteca con dipinti veneziani dal ‘300 al ‘500, nonché il Museo del Risorgimento e dell’800 veneziano. Tutta l’area marciana offre spunti d’interesse, dal leggiadro Palazzo Ducale, dal quale, attraversato il Ponte dei Sosipiri, si arriva alle Prigioni Nuove, costruite alla metà del ‘500, alla Libreria Sansoviniana, dal Museo Archeologico al Palazzo della Zecca, il severo edificio sul molo adibito al conio delle monete e ora sede della Biblioteca Nazionale Marciana, all’adiacente Ponte della Paglia, così denominato perché qui veniva scaricata la paglia destinata alle carceri e alle scuderie di Palazzo Ducale.
E da questo punto, proprio nel cuore della Riva degli Schiavoni, si gode della spettacolare vista sul bacino di San Marco e sul Canal Grande, definito “la più bella strada che esiste al mondo”, sulle cui rive si affacciano i più bei palazzi veneziani: molti sono sede di Musei od ospitano raccolte permanenti di grande valore, oppure mostre temporeanee. E’ il caso di Palazzo Venier dei Leoni, sede della collezione Guggenheim, così come di Ca’ Pesaro, di Palazzo Grassi, di Ca’ Corner della Regina, di Palazzo Cini e di Ca’ Rezzonico. Non vi è che da scegliere.
Laura Torretta |
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Bernardo Bellotto , XVIII secolo
( il dipinto è stato venduto da Christie’s Ne wYork l’11.1.95)
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Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto , XVIII secolo
Il dipinto è stato venduto da Sotheby’s a New York il 22.5.92
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Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto ,1740 circa
Il dipinto è stato venduto da Christie’s il 10.12.98 a Londra
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Michele Marieschi , 1725 circa
Il dipinto è stato venduto da Christie’s New York l’11.1.95.
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