| Entrare nel laboratorio creativo dell'artista, scoprire cosa si nasconde dietro all'immagine e quali siano le suggestioni che contribuiscono alla sua genesi: queste le domande a cui tenta di rispondere la grande esposizione intitolata emblematicamente "Sconfinamenti, Dietro le quinte della pittura", aperta fino al 27 ottobre al Castello di Spezzano in provincia di Modena, a due passi dalla pista di Maranello. La mostra intende porre l'attenzione proprio su questo processo di costruzione sotterraneo per cercare di individuare le suggestioni che conducono al risulato finale dell'opera d'arte. Numerosi sono, infatti, gli spunti offerti al visitatore in questa collettiva, che riunisce ben 15 artisti tra cui Omar Galliani, Marcello Jori, Tino Stefanoni, Federico Guida, Angelo Davoli, Leonida De Filippi, Marco Giovani e Jonathan Guaitamacchi, tanto per citarne alcuni. Ogni autore è rappresentato da una sala personale in cui i dipinti sono affiancati a fotografie, film, fumetti, installazioni: tutti gli elementi che hanno contribuito alla genesi dell'opera. Attraverso un coerente percorso espositivo si riesce a comprendere quanto sia lenta e complessa la nascita di una tela dipinta. Ma c'è di più. Inaspettatamente lo spettatore è posto di fronte a film hollywoodiani, pellicole underground, fumetti, immagini glamour, arti marziali e filosofie orientali. Addirittura cataloghi di motoscafi e barche a vela, foto e cartoline anni Trenta. Alle spalle di un quadro si nasconde un mondo di immagini e discipline tra le più diverse, oltre a un lunghissimo lavoro di selezione, fusione e trasformazione di figure e colori. L'esposizione, organizzata da Annovi artecontemporanea di Sassuolo (tel. 0536 807837 - info@galleriannovi.com), riesce nei suoi ambiziosi intenti. Dalle sale emerge chiaramente come dietro un quadro costruito oggi alla maniera settecentesca, possano esserci le logiche comunicative della pubblicità più spregiudicata, o come la figurazione più rigorosa possa avere alle spalle un complesso lavoro informatico d'elaborazione e fotoritocco. In altri casi si può notare come certe opere astratte siano nate da una riflessione sull'aikido e sui testi di Mishima, oppure da suggestioni di film e fumetti. La produzione di fumetti, tanto per esemplificare, è un capitolo centrale del percorso di Marcello Jori, artista eclettico che ha alle spalle una lunga carriera di illustratore per riviste quali: Linus, Frigidaire, Alter Alter e l'Echo des Savanes, tanto per citarne alcune. Nell'ambito del fumetto Jori ha maturato e sperimentato con grande vivacità le più disparate soluzioni formali e narrative, che vanno da un segno essenziale e minimalista al "nuovo realismo inquieto". Una tale connaturata capacità di inventare, strutturare, organizzare testi e immagini ritorna anche nelle recentissime "Predicazioni": un ciclo di opere (e performance) che riescono a rendere l'arte un racconto avvincente, proprio come i suoi fumetti. Nel caso di Omar Galliani, dietro le quinte del suo fare arte, tema unificante che percorre tutta la sua produzione è il disegno. Galliani è forse l'unico artista che attribuisce al disegno un ruolo primario trasformandolo da medium in opera autonoma. Il rapporto con il disegno lo accompagna fin dai suoi primi lavori dagli inizi degli anni Settanta fino ad oggi, al punto da divenire parte integrante della sua poetica. L'artista di Correggio non ha mai abbandonato il disegno e con esso la voglia e l'urgenza di confrontarsi in un dialogo continuo con tutta la Storia dell'arte. Un'ultima segnalazione - nella congerie di stimoli visivi offerti al visitatore - merita il lavoro di Marco Giovani, artista che lavora su frammenti di realtà catturati in un sofisticato gioco di luci e ombre: immagini opache e fuori fuoco, ma potenzialmente riconoscibili, come il landscape metropolitano costruito con oggetti della quotidianità. L'installazione di Spezzano consente di capire la regola di questo gioco di ombre messo in scena dall'artista. E' composta da uno sgabello rovesciato e da una tela bianca appoggiata casualmente in un angolo e illuminata da un faro. La luce della lampadina colpisce una serie di oggetti posti davanti alla tela e ne proietta quell'ombra che l'artista riprende con la grafite. Da ciò si può intendere come l'opera e la sua organizzazione visiva - prima del lavoro con diversi tipi di grafite - sia stata studiata con grande cura. La fase progettuale del lavoro prevede una piccola scenografia proiettata sulla tela che deve sorprendere innanzitutto lo stesso artista. Si tratta di una trasfigurazione della realtà, che a un livello più profondo, in linea con le teorie psicanalitiche, si collega all'idea stessa di proiezione. Se da un lato l'artista riversa sul quadro emozioni o sentimenti, dall'altro l'opera può sorprenderlo, mentre rivanga qualcosa di cuil'autore non poteva essere immediatamente cosciente.
Castello di Spezzano, Via del Castello, 12 Spezzano MO - dal 15 settembre al 27 ottobre 2002 | | |  1. Davoli, Polittico, 2002 - 16 tele - olio su lino - 210x176 cm.  2. Galliani, disegno, 1997 - matita su tavola e acciaio - 300x200 cm.  3. Jori, Parole di mare, 2002, colori acrilici e terre colorate su tavola, 150x105 cm.
 4. Jori, Predicazione, 2002, "predicazione", 2001-2002, testo introduttivo ai tre libri d'artista scritti ed illustrati a mano  5. Giovani, Cosacomedovequando, 2002, grafite su carta intelaiata, poliestere, 213x150 cm. |