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Commode realizzata dall'ebanista Roger Vandercruse - La croix , circa 1763 Dimensioni: cm.87 h x 146 x 56,5 |
R.V.L.C. è una sigla che equivale a garanzia di alta qualità nel campo dei mobili antichi e identifica se non il più grande, sicuramente uno tra i maggiori ebanisti della seconda metà del XVIII secolo : Roger Vandercruse, anzi Roger de La Croix dopo che, con un'estemporanea traduzione, il suo cognome viene francesizzato.
Figlio d'arte, nel senso che il padre, di origini fiamminghe, lavora abilmente il legno, nasce a Parigi nel 1727 e cresce nell'ambiente dei grandi ebanisti nordici che, emigrati in Francia ai tempi del Re Sole con le rispettive famiglie, hanno formato una minuscola, affiatata comunità. Per questa ragione la sua famiglia stringe rapporti di parentela con noti maitres, da Henri Riesener a Simon Oeben a Simon Guillaume, tutti e tre sposati con altrettante sorelle di Roger, che a sua volta conta tra i suoi amici personali Martin Carlin e Pierre Migeon.
Non ancora trentenne, nel 1755 riceve la maitrise e si fa un nome per essere l'ideatore di piccoli mobili estremamente eleganti, soprattutto di tavolini ovali e rotondi, per i quali escogita dei dettagli particolarissimi, quali gambe a forma di esse allungata. Di volta in volta dalle magiche mani di de La Croix , il quale spesso firma come Lacroix e predilige i legni chiari, primi tra tutti quelli di sicomoro e di cedro escono raffinati bonheurs du jour, toilettes, comodini, ma anche dei curiosi pezzi à transformation, magnificamente intarsiati e decorati con motivi di rosoni di foglie, fiordalisi, giunchi intrecciati. E' una produzione, la sua, che piace all'influente Madame du Barry e che ben presto viene richiesta da committenti di gran nome, primi tra tutti la Regina Maria Antonietta e lo stesso Luigi XVI.
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Fattura del 9 settembre 1963 emessa dal commerciante Poirier a nome del Conte di Coventry, nella quale appare anche la descrizione della commode con il prezzo di 936 livres |
Ma l'ebanista vende parecchi mobili anche tramite i mercanti parigini ed è appunto a uno di questi rivenditori specializzati, Simon Philippe Poirier, che nel 1763 si rivolge il conte inglese George William di Coventry, alla ricerca di pezzi con cui impreziosire Croome Court, l'imponente castello nella contea di Worcester ereditato alcuni anni prima. Per quanto abbia affidato all'estroso architetto Robert Adam il compito di arredare la grande casa che ha provveduto a far ristrutturare, da convintissimo collezionista francofilo qual è, non esita a mettersi in viaggio verso Parigi per compiere gli acquisti in prima persona.
Tra l'agosto e il settembre del 1763 conclude un accordo con Jacques Nielson, direttore della manifattura di Gobelin, per la realizzazione di una serie arazzi con cui tappezzare interamente le pareti di uno dei saloni della sua residenza. Il completamento delle opere che, eseguite su cartoni di Boucher e raffiguranti episodi mitologici, sono ora conservate al Metropolitan di New York, è lungo e laborioso; Lord Coventry, da autentico connaisseur, vuole seguire di persona le varie fasi della lavorazione e per questo più volte , tra il 1763 e il 1768, è nella capitale francese.
Va da sé che non spreca il suo tempo: al contrario, spende a piene mani da gioiellieri e da profumieri, da venditori di pizzi e di stoffe, d'oro e argento, senza naturalmente trascurare i mercanti di mobili. Meticoloso, anzi pignolo, conserva tutte le fatture, tra le quali spicca quella, stilata dal Poirier il 9 settembre 1763, che descrive nei dettagli alcuni oggetti, tra i quali una commode alla greca guarnita di bronzi dorati di Roger La Croix, che viene pagata 936 livres, una somma piuttosto consistente per i tempi.
Ora, questo esemplare che nel tempo è già stato oggetto di alcuni passaggi di proprietà (nel 1948 venne battuto da Sotheby's a Londra insieme ad altri pezzi provenienti da Croome Court e nel 1970 è stato posto in aggiudicazione da Christie's, ancora a Londra, per conto di Lord Wharton) sarà tra i lotti di spicco della vendita che Christie's ha programmato a New York (Rockefeller Plaza) per il 2 novembre.
Finemente lavorata a motivi geometrici e realizzata
in stile neoclassico, quello stile che tanto piaceva
alla nobiltà nella seconda metà del '700, come
non mancava di evidenziare il Barone Grimm nella
sua Corrispondenza Letteraria del 1763 <<..negli
ultimi anni ..... sono proliferati forme e ornamenti
ispirati alle antichità classiche e la moda conta
tanti estimatori che ogni cosa a Parigi deve essere
à la grecque....>>, sarà proposta all'incanto
con una valutazione tra 600.000 e 800.000 mila
dollari e dunque più che miliardaria. Una cifra
folle? Forse, ma d'altra parte giustificata.,
a giudizio degli esperti della casa d'asta, dalla
qualità, dallo stato di conservazione, dalla provenienza
e non ultimo dalla rarità, in considerazione del
fatto che la Coventry commode è uno dei pochissimi
mobili di grandi dimensioni ideati da Vandercruse-Lacroix.